Trovati 14 documenti.
Trovati 14 documenti.
Haiku al femminile / a cura di Cristina Banella
Einaudi, 2026
Abstract: Questa antologia presenta le principali poetesse che negli ultimi cento anni si sono cimentate con la scrittura degli haiku, apportando al genere un’inedita sensibilità e l’ampliamento dei temi trattati. Nella sua introduzione, Cristina Banella accompagna il lettore nel Giappone dei primi del Novecento, attraverso i cambiamenti sociali sopravvenuti sia per l’impatto con il mondo occidentale sia a causa della guerra del Pacifico; sottolinea i mutamenti della condizione femminile e individua le diverse tendenze stilistiche. Di ogni componimento vengono illustrati nessi e sottintesi culturali, permettendo cosí al lettore di apprezzare appieno l’elegante essenzialità e ogni «scintilla di energia balenante in questi lievi coaguli di versi» (come li definí Andrea Zanzotto).
Edizioni Helicon, 2025
Abstract: Un viaggio nella poesia femminile del Novecento, tra autrici riconosciute e figure rimaste ai margini della memoria letteraria. Il volume propone i ritratti di 21 poetesse tra cui Antonia Pozzi, Amelia Rosselli, Alda Merini, Cristina Campo, Jolanda Insana, Patrizia Cavalli, riportandole al centro della storia culturale italiana. Nadia Chiaverini e Cristiana Vettori intrecciano biografia, critica e testi poetici, dando spazio a voci che hanno saputo crescere fuori dai canoni dominanti. Il libro nasce dall'esperienza della rassegna "Poesia diffusa" svoltasi a Pisa e trasforma letture e incontri in una vera e propria mappa di percorsi poetici, raccogliendo contributi di scrittori e critici che hanno partecipato al progetto. Prefazione di Giacomo Cerrai, introduzione di Nadia Chiaverini, postfazione di Maristella Diotaiuti, note di apertura e di chiusura: sguardi diversi che incorniciano un percorso corale e invitano a riscoprire la ricchezza di forme e traiettorie che hanno segnato profondamente la poesia del Novecento e in qualche caso anche quella dei primi decenni del nuovo secolo.
Ragazze che scrivono poesie / Alba Donati
Einaudi, 2025
Abstract: Passionali o timide, introverse o tempestose, desideranti o appartate, coraggiose, vitali, piene di slanci... Sono le ragazze che scrivono poesie: Emily Dickinson, Anna Achmatova, Antonia Pozzi, Wislawa Szymborska, Sylvia Plath, e tutte le altre. Alba Donati sa trascinarci nella loro giovinezza, nel magnifico scompiglio di intere esistenze votate alla parola, negli amori furiosi così come nelle pulsioni più nere. Soprattutto, in queste pagine fa risuonare ancora una volta le loro voci così uniche. Dopo “La libreria sulla collina”, Alba Donati ci regala un altro libro pieno di meraviglia. La prima si chiama Emily Dickinson, l’ultima Sylvia Plath. Le ragazze che scrivono poesie scelte da Alba Donati sono unite idealmente da un talento naturale nel mettere le parole una in fila all’altra, dall’amore disinteressato per la letteratura, dal fuoco del cambiamento che brucia forte dentro di loro. E molto spesso, purtroppo, accomunate dall’assillo di uomini che non ne capiscono la grandezza e sentono il bisogno di spiegare continuamente come si sta al mondo. Ritratto dopo ritratto, questo almanacco singolare illumina quelli che Virginia Woolf – che aleggia in queste pagine – chiamava «momenti di essere». Gli erbari di Dickinson e il complicato scacchiere famigliare nel piccolo paradiso di Amherst; il genio di Achmatova nell’aggirare la censura di stato e le gelosie dei suoi mariti; l’irrequietezza di Antonia Pozzi tra le aule universitarie e la sua felicità nelle montagne di casa; le strategie con cui Szymborska combatteva le pressioni e le incombenze sociali dopo il Nobel; gli abiti alla moda che una giovanissima Sylvia Plath lancia da un grattacielo di New York come pura performance... Vite diverse e lontane nel tempo, ma tenute insieme da una visione del mondo più forte di ogni cronologia: la poesia come vita, e la vita come poesia. Delle sue ragazze, Alba Donati ci dice il modo di ridere, di camminare, di vestirsi, di salutare il giorno e la notte, e ci conferma quanto tutte queste cose abbiano indissolubilmente a che fare con la poesia, e con la giovinezza, e con gli occhi puri della bambina che si nasconde in ogni verso, in ogni a capo, in ogni metafora.
Il mio felice niente : 1974-2020 / Patrizia Cavalli ; a cura di Emanuele Dattilo
Einaudi, 2024
Abstract: Una scelta dei versi essenziali di Patrizia Cavalli che dà corpo a una delle voci poetiche più necessarie del nostro tempo. Ci sono poeti che hanno il dono prezioso di dare una immediata, irresistibile felicità a chi li legge. Patrizia Cavalli è senz'altro tra questi. Non importa di che cosa parli: se di risvegli lenti tra le lenzuola mattutine o della pasta che va scolata in fretta, all'istante giusto - tutto ciò che questa lingua poetica nomina sembra toccarci immediatamente, come se rivelasse ogni volta, nel modo più esatto, qualcosa che ci appartiene e che forse abbiamo solo dimenticato. E non importa definirla: è semplice, eppure è anche ricca, complessa, variegata; è saggia e filosofa, ma anche istintiva, innamorata, visionaria. È comica e tragica, dolorosa. Capace di rimanere sempre se stessa - e, solo così, di sorprenderci ogni volta. Tutti gli strumenti critici e interpretativi, di fronte ai suoi versi, sembrano cadere - e non è detto che sia un male. Quel che resta da fare, allora, è semplicemente leggerla.
Io sempre, io sola : poesie scelte / Ada Negri ; a cura di Carla Gubert
BUR Rizzoli, 2024
Abstract: Una voce selvaggia e limpida, fiera di una diversità che la avvicinava agli umili, Ada Negri è una poetessa inusuale di straordinaria modernità. Cuore e ispirazione dei suoi versi è la vita vissuta: dalla poesia civile animata dall'afflato rivoluzionario degli ambienti del Partito socialista, all'amore, alla maternità e al rapporto con la figlia, al lutto per la perdita in culla della secondogenita. E ancora la paura della guerra imminente, la lontananza da casa, la religiosità degli ultimi anni. Ma soprattutto le donne amiche, le Sorelle a cui la poetessa dà voce, l'universo femminile sfruttato e costretto a soffocare pensieri e passioni. Figlia di una portinaia e orfana di padre, sempre fiera delle proprie origini e della propria indipendenza economica e ideologica, Ada Negri è dall'esordio nel 1892 penna amata dal pubblico. Viene poi, negli anni, riconosciuta dalla critica dei suoi più illustri contemporanei fino a diventare una delle scrittrici più apprezzate e prolifiche del primo Novecento. In questa raccolta si vuole restituire il ritratto di un'artista del proprio tempo. Ma anche raccontare con le sue stesse parole la singolare urgenza di dire, di non farsi ridurre mai al silenzio, di rivendicare con forza e dignità il proprio essere donna, indipendente e libera.
Bertoni, 2023
Abstract: In poco più di 100 pagine, quest'antologia ci offre un panorama completo e dettagliato della poesia femminile europea dalle origini fino alle soglie del ventesimo secolo. Dalla lirica greca, sommamente rappresentata da Saffo, alle prime sparute voci di donna - che tuttavia nel Medioevo non possono ancora rivendicare un'identità letterariamente definita-, fino all'affermazione delle poetesse cortigiane del Cinquecento, da Gaspara Stampa a Tullia d'Aragona e agli splendidi esempi della letteratura ottocentesca, fra i quali citiamo Vittoria Aganoor e Contessa Lara. La poesia femminile - non sempre o non necessariamente femminista - esprime in linguaggi di volta in volta diversi un modo di sentire e vivere la realtà inconfondibilmente autentico e intensamente lirico. L'antologia riporta numerosi testi poetici di una trentina di poetesse e per ognuna di esse le notizie bibliografiche essenziali.
Gli specchi della luna : poesia femminile del Novecento / Silvio Raffo
Bertoni, 2022
Abstract: "In corrispondenza con la crisi del Positivismo, movimento "maschile" per eccellenza, si assiste - dal Decadentismo in avanti - al potenziamento più o meno conscio, in tutte le espressioni artistiche, dell'elemento "femminile". L'intimismo, la sensitività, il misticismo, e quel peculiare gusto estetico che induce l'anima (più che l'animo) a soffermarsi sulle sfumature più sfuggenti e su tutte le (im)percettibili manifestazioni del mistero - ciò che, insomma, certuni amano chiamare "il lato oscuro della luna" -, sono queste qualità, eminentemente femminili, a caratterizzare marcatamente la poesia del nostro secolo: una poesia tutta lampi, illuminazioni, timori e tremori, spesso ripiegata su se stessa e rivolta agli strati più nascosti dell'io, a quel mondo dell'inconscio che Freud denomina appunto ambiguamente "il regno delle streghe". Non bisogna dunque stupirsi della copiosa rappresentanza femminile nel panorama poetico del Novecento: sono forse proprio loro, le donne, ad esprimere con voce via via più sicura lo spirito dei tempi nuovi" (tratto dalla Presentazione di Silvio Raffo).
Una donna libera : Alda Merini, la poetessa della gioia / Teresa Carmine Romeo
Youcanprint, 2022
Abstract: Una donna libera. Alda Merini, la Poetessa della gioia. E' questo il titolo della tesi sperimentale della dott.ssa Teresa Carmine Romeo, sulla più grande Poetessa del '900, Alda Merini. Il desiderio di scrivere di Lei si è concretizzato curando un lavoro di ricerca, rintracciando testimonianze di parenti e amici più prossimi alla Poetessa, iniziando proprio dalla figlia, Barbara Carniti e dal fratello Ezio Merini, proseguendo con il fotografo ufficiale della Poetessa, Giuliano Grittini, lo scultore Giovanni Battista Mondini, lo scrittore Aldo Colonnello, nonché fratello dell'unico interprete italiano di Fonzie di Happy Days; e ancora il maestro Vincenzo Mastropirro, il quale ha collaborato con la Merini nel musicare la raccolta poetica Ballate non pagate e Antonio Nobili, poeta contemporaneo e regista teatrale che porta sui palcoscenici italiani lo spettacolo teatrale Dio arriverà all'alba; un vero omaggio alla vita di Alda Merini. Dalle loro testimonianze si tratteggia un'immagine umanizzata di Alda Merini e non solo incastonata nei dieci anni di ricovero all'ospedale psichiatrico Paolo Pini. Si racconta di un'Alda Merini che arriva dritta al cuore, una donna materna, femminile, libera da canoni convenzionali, autentica, ilare, profonda come i suoi stessi versi lo testimoniano e gioiosa. Lei stessa voleva essere ricordata dalla memoria futura quale Poetessa della gioia, a dispetto di quella follia che ha sempre condizionato il racconto della sua vita. Intendeva la gioia quale destino dell'uomo e ha amato la vita proprio perché l'ha pagata cara. Trovano spazio non solo le testimonianze dirette ma anche la cultura dell'Area Grecofona di una illustre Calabria.
Nel nome della madre / Aimara Garlaschelli
Einaudi, 2022
Abstract: Nel 2018 Aimara Garlaschelli ha curato e tradotto La terra desolata di Eliot. Questa importante esperienza si è senz'altro riverberata in questo suo poemetto, che emblematicamente ha lo stesso numero di versi del modello eliotiano (433) e la stessa ambizione di contenere tutto. Nel nome della madre presenta infatti tracce significative delle tragiche cronache dei nostri giorni, ma anche del femminile attraverso il mito. Ci sono i corpi nel loro aspetto più sgradevole ma anche l'incanto degli angeli, gli aborti e le nascite, e poi la storia, il linguaggio, le reminiscenze letterarie. E molte immagini di uccelli che attraversano tutto il poemetto: rondini, allodole, falchi... Tutti riuniti in un rondò finale in forma di sestina dove queste figure di volo, di elevazione e di libertà suggellano un percorso che era partito dal fondo dei mari. Nei versi di Aimara Garlaschelli c'è una forte volontà di riappropriazione del sacro al di fuori da ogni canone religioso. Il poemetto funziona da preghiera laica in cui le parole significano ma sono anche suoni rituali. La musicalità di questa poesia, attraverso il pieno controllo di una grande sapienza metrica, riesce a dire anche dove i significati non possono arrivare.
Adelphi, 2015
La collana dei casi - Adelphi ; 105
Abstract: Confidarsi in pubblico è come perdere l'anima. Qualcosa bisogna pur tenere per sé ha detto Wislawa Szymborska. E ha detto anche: Cerco di non pensare troppo a me, e non lo dico per smanceria o per ingraziarmi il lettore. È la verità: non sono al centro dei miei interessi. Scavare nella vita di chi tanto detestava mettersi pubblicamente a nudo e ha fatto della riservatezza la propria insegna potrebbe dunque sembrare un'indebita intromissione. Peggio: un tradimento. Anna Bikont e Joanna Szczesna sono riuscite a evitare questo scoglio. Cianfrusaglie del passato (espressione tratta dalla poesia Scrivere il curriculum) è una biografia non solo rigorosa e documentata, frutto di ricerche e di conversazioni con la Szymborska stessa e con quanti l'hanno frequentata, ma soprattutto discreta. Giacché a risuonare, in ogni pagina, non è la loro voce, ma quella, irresistibilmente ironica, di una donna che - ha scritto Adam Zagajewski - sembrava appena uscita da uno dei salotti parigini del Settecento. Scopriremo così il suo ambiente familiare, le letture, i giochi dell'infanzia, la vita nel kolchoz dei letterati di Cracovia e la giovanile adesione all'idea comunista, la rapida disillusione, e poi la simpatia per Solidarnosc negli anni Ottanta, infine lo spartiacque del Nobel. E scopriremo, alla fine, la sua gravità, la sua profondità, puntigliosamente celate dietro lo schermo della leggerezza giocosa e della impenetrabile discrezione.
Guardami: sono nuda / Antonia Pozzi ; a cura di Simona Carlesi
Barbès, 2011
Abstract: Una donna bellissima, colta, che amava la musica e la fotografia. Una delle voci più intense della lirica italiana. Una donna di una sensibilità e fragilità indimenticabili e che ci ha regalato una testimonianza poetica del mondo femminile più intimo. Una raccolta per riportare alla luce parole e poesie senza tempo.
Bestia di gioia / Mariangela Gualtieri
Einaudi, 2010
Collezione di poesia - Einaudi ; 386
Abstract: Per la prima volta Mariangela Gualtieri ha scritto una raccolta poetica fortemente strutturata, con un ritmo meno magmatico delle precedenti, scandito da sezioni che articolano il libro alternando temi e toni diversi, in particolare il canto gioioso, quasi francescano, della natura e la riflessione sulle cose umane, sullo strappo del tempo, sul momento finale, più misterioso che triste, che trasforma il niente in un niente più grande. In realtà le cinque sezioni del libro, se danno una sensazione di maggiore classicità (come i cinque atti del teatro antico), sono legatissime fra loro, in parte concatenate, in parte attraversate da fili addirittura lessicali, e proseguono fedelmente il discorso poetico dell'autrice, sempre fortemente ispirato. Non mancano dunque scissioni interiori, proliferare di voci profonde e laceranti, come nelle raccolte passate, ma la prospettiva trascendente è perlopiù proiettata all'esterno, su un albero, sull'aria che sta fra i corpi, sul silenzio che lega le cose. E questa prospettiva, in misura ancora maggiore che in Senza polvere senza peso, traccia un percorso di felicità istintivo e infuocato, ma nello stesso tempo pacificante. Anche a livello metrico il libro mostra un rapporto più pacato con la tradizione, con una forte disseminazione di endecasillabi e altri versi regolari, senza perdere il senso più profondo dell'originaria aggressività.
L'iris selvatico / Louise Glück ; traduzione e postfazione di Massimo Bacigalupo
Giano, 2003
Abstract: L'iris selvatico, vincitore del Premio Pulitzer per la poesia nel 1993, è stato salutato come un avvenimento nel panorama letterario americano di questi ultimi anni, consacrando Louise Glùck come uno dei poeti notevoli del nostro tempo, capace di affrontare un vissuto dolente con la distaccata maestria di un moderno trovatore. Opera di assoluta originalità espressiva e felicemente accostante, il libro non è una semplice raccolta ma un ciclo concluso di poesie; anzi, un vero e proprio poema in tante voci diverse: le voci dei fiori, quella del poeta-giardiniere e quella di un dio innominato, irritato e ironico nei confronti delle pretese umane: Perché vi avrei fatto se avessi / voluto limitarmi / al segno ascendente, / la stella, il fuoco, la furia? // Agli esseri umani occorre insegnare ad amare / il silenzio e l'oscurità. Alla voce della comunità dei fiori, che accetta stoicamente vita e destino, fa da contrappunto quella del poeta-giardiniere in lutto per la perdita della giovinezza, dell'innocenza della passione e dell'amore. E il Padre - contestato, talvolta apostrofato - controbatte definitivo dal suo empireo: con un solo gesto vi ho posto / nel tempo e nel paradiso. Poesia che si affratella alla grande tradizione metafisica inglese nel tono quasi liturgico, l'opera di Louise Gluck appare l'ideale prosecuzione della esperienza tutta americana e femminile della Dickinson, per il gusto dell'immagine nitida e composta, per la capacità di trasmettere un profondo senso di intimità personale.
Newton Compton, 1994
Tascabili Economici Newton. 100 pagine, 1000 lire ; 143